Trascrizione/descrizione
Il codice, scritto per il card. Antonio Panciera, entrò nella libreria di Guarnerio probabilmente intorno al 1460, quando egli ebbe a prestito dagli eredi del cardinale un gruppo di manoscritti per i quali possediamo una carta di debito redatta dal notaio Nicolò Pittani (cfr. Scalon, introduzione, Appendice documentaria, n° 7). Nell'Inventario del 1461 il codice è riconoscibile al n° 158 «Auctoritates d. Francisci Petrarce in pergamenis». Nell'inventario Coluta ha il n° CXLV, segnatura che si legge a c. 1r.
Osservazioni
Cartulazione coeva in numeri romani sul margine superiore destro delle carte.
ll. 40 su 41 rigate e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 170x115.
Scrittura: littera textualis in piccolo modulo con caratteri di bastarda, di una sola mano; rubriche e notabilia ai margini.