Trascrizione/descrizione
Il codice, che contiene Orazioni di Cicerone, è tra i codici guarneriani uno di quelli che portano la data più antica (1439), scritto nelle prime carte da una mano molto simile a quella di Guarnerio, ma non di Guarnerio, che si ritrova nei codici del cosiddetto periodo "Aquileiese", come il Guarneriano 54.
Il copista principale è Niccolò di San Vito, che concludeva la trascrizione a Lavariano, dove era parroco, nel 1439: "Lauariani per presbiterum Nicolaum Sanctivitensem olim Georgii Utinensem canonicum 1439, 2 nonas Februarias" (c. 163r).
Il manoscritto è segnalato nell'Inventario del 1461 a c. 11r.
Nell'inventario Coluta ha il n. " LXV", segnatura che in origine si trovava sul dorso ed ora, dopo il recente restauro, si legge nel cartellino incollato all'interno della prima tavoletta.
Per i testi contenuti, orazioni della tradizione medioevale, si segnala la notissima Pro Milone, considerata nell'Umanesimo la migliore tra le orazioni dell'Arpinate, in cui sono numerose le note marginali di mano di Guarnerio, che aveva evidentemente voluto studiarne il testo in modo particolare e la famosa pseudociceroniana Quinta Catilinaria, esercizio retorico dell'età imperiale, che ha nel codice di San Daniele l'attestazione più antica fino ad ora nota (cfr. R. Sabbadini, Storia, 183).
Le numerose analogie, segnalate da S. Rizzo con il Palatino latino 1485, fanno pensare a una comune origine dei due manoscritti [M. D'Angelo]
Osservazioni
Carte numerate recentemente a lapis.
Fascicoli: quinterni ad eccezione del primo (cc. 1-8) quaterno e di un fascicolo di otto fogli (cc. 19-33), mutilo della dodicesima carta, che in origine era anch'esso un quinterno, ma il copista dovette aggiungere delle carte per trascrivere una parte di testo che aveva omesso in un primo tempo.
Richiami in calce all'ultima carta di ciascun fascicolo, posti sulla destra.
Linee 35 su 36 a inchiostro rigate a pettine e delimitate lateralmente a mina di piombo su mm 174x101.
Scrittura umanistica di due mani: corsiva di un copista di ambiente guarneriano (cc. 2r-8v), antiqua di Niccolò da San Vito (cc. 9r-163r).
Notabilia di mano di Guarnerio, particolarmente numerosi in corrispondenza della Pro Milone (cc. 60r-75v), rubriche del copista principale e a c. 2r di Guarnerio, cui si deve anche la tabula c. 1v, tabula di mano di Niccolò de Collibus a c. 1r.