Trascrizione/descrizione
Il codice contiene il Canzoniere e Trionfi del Petrarca. Il mantovano Ludovico Agnelli, vescovo di Cosenza (ottobre 1497-novembre 1499), durante gli anni del suo vescovato commissionò il codice a Roma a Bartolomeo Sanvito, come si evince dallo stemma vescovile dell'Agnelli inserito ripetutamente nei fregi (C. Eubei, Hierarchia Catholica Medii Aevii..., Monasterii 1914, 142).
Testimonianza dell'acquisto fatto dalla Magnifìca Comunità di San Daniele nel 1747, è conservata nella nota aggiunta sul recto della carta di guardia anteriore: «Il presente libro è stato comperato l'anno 1747 col denaro, che si è avuto dalla vendita di alcuni libri donati a questa Libreria dal sig. can. Girolamo Fontanini, li quali si giudicò che fossero superflui per ritrovarsene quivi degli altri simili, e non essendo stato suffìciente il denaro di detta vendita, la Magnifìca Comunità aggiunse di suo una piccola somma».
Secondo il Mazzatinti, il manoscritto sarebbe appartenuto precedentemente al nobile friulano Bartolomeo Amalteo. Un regesto di Vincenzo Joppi sembra confermare questa attribuzione: "1629. Testamento di Gregorio q. ser Alvise Amalteo nel quale lascia il suo Petrarca a Bartolomeo Amalteo di Pordenone. Atti del notaio Gianpaolo Andriuzzo" (Udine, Biblioteca Civica, Fondo Joppi, ms 20; Gianpaolo Andreuzzo è un notaio sandanielese che roga abitualmente a San Daniele). [C. Scalon]
Osservazioni
Carte numerate recentemente a lapis (ma numerazione anteriore in cifre arabiche a penna da c. 1 a 737 = cc. 10-146).
Fascicoli di 10 cc. (tranne cc. 2-9 e 180-187, quaterni) numerati da "A" a "S" sulla destra del margine inferiore dell'ultima carta.
Linee 30 rigate a secco (mm 170x90).